{"id":2216,"date":"2022-11-26T10:39:51","date_gmt":"2022-11-26T09:39:51","guid":{"rendered":"https:\/\/largostudenti.it\/?p=2216"},"modified":"2024-01-20T12:49:18","modified_gmt":"2024-01-20T11:49:18","slug":"che-genere-di-scuola-parole-sbagliate-il-25-novembre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/test.largostudenti.it\/?p=2216","title":{"rendered":"Che genere di scuola: parole sbagliate il 25 novembre"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2216\" class=\"elementor elementor-2216\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-5f7d1a56 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"5f7d1a56\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"aux-parallax-section elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-2c48d393\" data-id=\"2c48d393\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-b9887b6 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"b9887b6\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<!-- wp:paragraph {\"align\":\"right\"} -->\n<p class=\"has-text-align-right\">di Alice Bianchi<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\u00c8 sempre meglio scrivere \u201cil giorno dopo\u201d, con i pensieri chiariti e uno studio pi\u00f9 fresco dei nessi tra situazioni e parole. Oggi \u00e8 \u201cil giorno dopo\u201d il 25 novembre, Giornata internazionale per l\u2019eliminazione della violenza contro le donne, e il giorno dopo ancora il videomessaggio che il ministro Valditara ha pubblicato a tal proposito: \u00abLa facciata del ministero dell\u2019istruzione e del merito sar\u00e0 dipinta di rosso, perch\u00e9 rappresenta il sangue, rappresenta la violenza, rappresenta le umiliazioni che tante donne hanno subito e continuano a subire\u00bb. Il ministro ha reso pubblico questo messaggio alla sera della vigilia del 25 novembre, mentre ancora risuonava nelle orecchie di tutti e tutte un\u2019altra sua frase, pronunciata tre giorni prima ed emersa sulla stampa proprio la mattina del 24: \u00abEvviva l\u2019umiliazione, che \u00e8 un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalit\u00e0\u00bb. Stava parlando degli studenti che incorrono in sanzioni per aver commesso episodi di violenza in classe: sosteneva che la sospensione non \u00e8 sufficiente, mentre i lavori socialmente utili, esperienza di umiliazione, educano alla responsabilit\u00e0 e aprono la via al riscatto sociale. Molto \u00e8 stato detto in proposito, ma forse \u00e8 mancata una riflessione che notasse la coincidenza tra queste parole e la ricorrenza del 25 novembre.<br>Il ministro ha espresso infatti, nel giro di pochi giorni, due opposti giudizi sulla stessa parola \u201cumiliazione\u201d: da una parte sarebbe auspicabile (perch\u00e9 avrebbe appunto un valore educativo), dall\u2019altra condannabile, anzi da prevenire ed evitare. Possiamo essere certi che il professore \u2013 lo \u00e8 in senso proprio, presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell\u2019Universit\u00e0 di Torino \u2013 non sia uno sprovveduto, e che dunque ci sia una ragione radicata per cui non ha colto una contraddizione tra i suoi due interventi. Si potrebbe notare, per esempio, che la sera del 24 novembre il ministro ha parlato di donne, mentre la mattina del 21 novembre ha parlato (specialmente) di uomini. Certo, di uomini sotto i 19 anni e che frequentano gli istituti scolastici, ma sempre uomini: \u201cstudenti\u201d, ma non \u201cstudentesse\u201d. I suoi discorsi sarebbero cos\u00ec perfettamente consequenziali: \u201cumiliare i maschi violenti serve a dissuaderli dal commettere nuovamente violenza, e questo \u00e8 il modo migliore per proteggere le donne\u201d. Se all\u2019apparenza il ragionamento fila, ha per\u00f2 due possibili impliciti, alternativi uno all\u2019altro ed entrambi problematici: o esclude la possibilit\u00e0 che a commettere un episodio di bullismo sia una ragazza e non un ragazzo, oppure divide le donne tra chi si merita umiliazione e chi non se la merita.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul><li>Se si prende per buono il video del 25 novembre che condanna le umiliazioni subite dalle donne, infatti, \u00e8 impensabile che il ministro abbia invocato quasi contestualmente un\u2019umiliazione pubblica per le donne pi\u00f9 giovani (per quanto prepotente, ogni studentessa rientra nella categoria). Sembra pi\u00f9 verosimile che il professor Valditara abbia del tutto escluso che la violenza possa essere agita da donne. \u00c8 pensiero diffuso e ancora pazientemente da sradicare quello che assegna l\u2019aggressivit\u00e0 ai maschi e la delicatezza alle femmine.<\/li><li>Se invece si tiene fede alle dichiarazioni del 21 novembre, e dunque ci si attesta sul principio \u201cdonna o uomo, chiunque sbaglia dev\u2019essere punito\u201d, allora ne consegue che ci siano giovani donne violente che meritano una risposta dura (un\u2019umiliazione) e altre indifese che vanno protette e comprese nel loro ruolo di vittime. Condannare le umiliazioni subite dalle donne e insieme auspicare l\u2019umiliazione per una studentessa sanzionata, presuppone che infliggere un\u2019umiliazione sia giustificabile se \u00e8 una reazione a un comportamento \u201ccattivo\u201d. Questione molto delicata: un gran numero di uomini violenti giustificano la propria violenza come reazione legittima ai presunti comportamenti sanzionabili della propria compagna. \u00abL\u2019ho picchiata perch\u00e9 mi tradiva\u00bb \u00e8 la traduzione patologica, trasposta nella coppia, del principio di educazione punitiva proposta dal ministro sugli studenti. \u00abL\u2019ho umiliato perch\u00e9 ha sbagliato\u00bb: non \u00e8 la stessa cosa?<\/li><\/ul>\n<!-- \/wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un sistema complesso va pensato come tale. Non si pu\u00f2 credere che qualsiasi metodo educativo sia funzionale a costruire qualsiasi mondo vogliamo: ciascun metodo educativo \u00e8 funzionale a un certo mondo, proprio quel mondo che esso rappresenta. Proporre l\u2019umiliazione a scuola, come auspicabile sollecitazione al riscatto, significa intenderla come elemento accettabile in ogni altro luogo della societ\u00e0, inclusa la relazione tra generi. La scuola non \u00e8 un compartimento stagno rispetto al resto della vita civile, \u00e8 la sua linfa.<br>A margine: esiste un Decreto Legge, approvato nel 1998 e aggiornato nel 2007, che si chiama \u201cStatuto degli studenti e delle studentesse\u201d. All\u2019art.4 comma 5 prevede che allo studente o alla studentessa sia \u00absempre offerta la possibilit\u00e0 di convertire [le sanzioni] in attivit\u00e0 in favore della comunit\u00e0 scolastica\u00bb, il che rende evidente come da tempo i lavori socialmente utili siano immaginati dagli stessi studenti e studentesse come qualcosa di desiderabile, perch\u00e9 molto meno umiliante rispetto all\u2019allontanamento previsto da una sospensione. In quello stesso Decreto, non a caso, si dice anche: \u00abLa comunit\u00e0 scolastica [interagisce] con la pi\u00f9 ampia comunit\u00e0 civile e sociale di cui \u00e8 parte [e] contribuisce allo sviluppo della personalit\u00e0 dei giovani, anche attraverso l\u2019educazione alla consapevolezza e alla valorizzazione della identit\u00e0 di genere\u00bb (art.1 comma 3).<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alcuni pensieri di Alice Bianchi nella giornata per l&#8217;eliminazione della violenza contro le donne.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2217,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[30],"tags":[31,17,32],"class_list":["post-2216","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli","tag-genere","tag-msac","tag-violenza"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/test.largostudenti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2216","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/test.largostudenti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/test.largostudenti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/test.largostudenti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/test.largostudenti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2216"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/test.largostudenti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2216\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4042,"href":"https:\/\/test.largostudenti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2216\/revisions\/4042"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/test.largostudenti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/2217"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/test.largostudenti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2216"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/test.largostudenti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2216"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/test.largostudenti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2216"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}